15 ottobre 2020

Riassunto (quasi) completo di tutto ciò che serve tenere a mente nel doppiaggio

Questo post è nel cassetto da aprile dell'anno scorso, quindi finalmente mi sembra ora di fargli vedere la luce.

Nel doppiaggio ci sono mille cose da tenere a mente e io, che ho bisogno di fare schemi per tutto, ho deciso di fare un grande riassunti di tutto quello che bisogna ricordarsi. O meglio, quasi tutto, avrò sicuramente dimenticato qualcosa, ma ho fatto del mio meglio.



Essendo un riassunto, non ho trattato ogni argomento nei dettagli, perché ci sarebbe così tanto da dire che un post per ognuno di questi punti non sarebbe comunque abbastanza. 
Se volete fare doppiaggio, amatoriale o professionale, prendetela come una lista della spesa: per ogni elemento della lista, c'è da approfondire, studiare ed esercitarsi.

In questa lista do per scontati (altrimenti sarebbe infinita) i prerequisiti:
  • Dizione: deve essere perfetta, al massimo si può avere il dubbio sulla pronuncia di una parola ogni tanto, ma non di più
  • Articolazione
  • Uso del diaframma
Se avete dubbi o curiosità su questi argomenti, cercate tra le etichette qui a destra del blog: ne ho parlato sicuramente in più di un post.

Ed ecco, quindi, il riassunto quasi completo di quello che si deve tenere in conto quando si doppia una scena:

Sync

La prima cosa a cui tutti pensano e quella di cui un principiante si preoccupa di più è il sync, cioè andare a tempo con il personaggio. Parlare quando parla lui, fare le pause quando le fa lui. 
Come si fa ad imparare? Sicuramente serve un po' di esercizio ed esperienza, ma un buon punto di partenza è osservare bene quello che fa il personaggio sullo schermo. Le pause sono segnate sul copione e quindi seguirle aiuta molto. 
Per portare il vostro lavoro al livello successivo, poi, bisogna imparare a respirare con il personaggio. Fare gli stessi respiri che fa l'attore. Questo serve molto per il ritmo e permette anche di fare i fiati nel momento giusto, cosa che dà molta più verità e naturalezza al doppiaggio.

Fiati

Collegandoci al punto precedente, parliamo dei fiati, che sono tutti i respiri, le sporcature e i suoni inarticolati che non si possono trascrivere esattamente sul copione, ma vanno fatti il più simili possibile all'originale. Sul copione, nel punto in cui vanno messi, ci sarà scritto FT per fiato oppure SPORC per sporcatura.
È importante sottolineare i movimenti del personaggio con il giusto fiato: quando si alza, quando si siede, quando sospira, quando si allunga per prendere qualcosa...

Audio originale

Si doppia con una cuffia attraverso la quale si sente l'audio originale del prodotto. Solo un'orecchio è coperto dalla cuffia, l'altro deve essere lasciato libero per sentire la propria voce mentre si recita.
Bisogna imparare a non farsi influenzare da quello che si sente in sottofondo: è lì solamente come riferimento per sapere quando iniziare a dire la battuta. Non bisogna ascoltare a farsi fuorviare dal significato (specialmente se è una lingua che conosciamo) o dall'intonazione, che italiano molto probabilmente suonerebbe strana.
Io ormai ho imparato ad ignorarlo: lo prendo solo come un segnale di partenza, ma non ascolto più il resto e mi concentro solo su quello che sto dicendo io.

Campi

A seconda della scena, bisogna scegliere quale volume utilizzare. Il personaggio sta parlando a qualcuno di molto vicino in una stanza piccola? Allora il volume sarà basso. Interlocutore molto vicino ma siamo in un ambiente aperto e rumoroso? Il volume dovrà essere decisamente più alto.
Se l'interlocutore è lontano, invece, bisogna portare la voce, altrimenti non sentirà. E ci possono essere tutte le situazioni intermedie e i cambi: ad esempio se il personaggio si sta avvicinando all'interlocutore prima porterà la voce e poi prenderà a parlare normalmente quando arriva vicino.


Ambientazione

Oltre che sui volumi, l'ambientazione della scena influisce anche sull'atmosfera che si deve riuscire a trasmettere allo spettatore.
Doppiare è recitare, quindi anche se ci si trova davanti ad un microfono in una saletta buia ci si deve sentire su una nave, in un prato soleggiato, in camera da letto, in un cimitero...


Intonazione

Le battute non vanno cantate né trascinate, ma sempre chiuse in modo netto. L'intenzione va mantenuta forte fino alla fine della battuta, non bisogna perderla verso la conclusione, come a volte si tende a fare. Non si appoggia quasi mai su una singola parola. Bisogna dire le battute come se ci venissero in mente in quel momento, non come se le stessimo leggendo.
All'interno di una battuta (a meno che non sia molto corta) bisogna variare le intenzioni. Per capire quando fare i cambi, si osservano i cambiamenti di espressione del personaggio. È meglio cambiare tono all'inizio della frase e non nel mezzo, altrimenti si rischia che la battuta risulti cantata.

Intenzione

La cosa più difficile è capire subito quali sono le intenzioni da dare alle varie battute, senza conoscere tutto il film e vedendo la scena una volta sola o al massimo due. Per questo è utile guardare l'espressione del personaggio e in particolare gli occhi, che danno sempre indicazioni sullo stato d'animo. Per capire come interpretare una frase, aiuta far attenzione alla punteggiatura.
Può essere utile esplicitare il sottotesto di una battuta per capire come deve essere detta. Ad esempio, si può dire "No, sto bene" ma il sottotesto è "Non ti voglio più vedere, stronzo, lasciami in pace".
Bisogna saper dire una stessa battuta con la stessa intenzione stendendola o accorciandola per andare incontro alle esigenze del sync.

Insomma, come vedete sono un sacco di cose e a me sembra parecchio complicato!
Però ci sono persone che ci riescono perfettamente e, anzi, non ci devono più nemmeno pensare, quindi con lo studio e la pratica si possono imparare anche tutti questi dettagli che sembrano piccolezze, ma sono essenziali per la buona riuscita della scena.

Che ne pensate, c'è qualcosa di importante che ho dimenticato?
Se avete altri suggerimenti, non esitate a scrivermelo nei commenti.

- dramaqueen




Foto di spoiu23 da Pixabay

2 commenti:

  1. Ed io che pensavo fosse solo necessaria la voce :D
    A parte gli scherzi, non credevo fosse così difficile/complicato, io non ci riuscirei sicuramente, e penso che uno ci deve essere portato.

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    Risposte
    1. Forse essere portati aiuta, ma da persona che ci ha provato ti assicuro che non basta!

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